Trama

Sembra di essere tornati ai tempi di Deep Impact con l’armageddon che ineluttabile si avvicina dal cielo, mentre le persone bloccate in mezzo a grandi ingorghi, terrorizzate dalle informazioni contraddittorie del governo. Ma il taglio è meno corale e ancora più familista, inoltre da Gerard Butler ci si aspetta altro e la scrittura del personaggio di Morena Baccarin lascia ben poco soddisfatti.

Per esempio ci si chiede cosa passasse nella testa di sceneggiatori e regista quando hanno deciso che, nel prepararsi a partire verso l’aeroporto militare per scampare a un evento di estinzione di massa, avesse il compito di spalmare marmellata sui sandwich. Un momento di comicità involontaria come ce ne sono purtroppo diversi. Non mancano nemmeno passaggi gratuitamente reazionari: per esempio il protagonista che commenta «non hanno perso tempo» di fronte ai saccheggiatori di negozi nella notte. Un commento fatto dall’alto del privilegio di essere stati scelti per sopravvivere, mentre gli altri lasciati a morire dovrebbero farlo con decoro, secondo il protagonista, rispettando la proprietà privata anziché accumulando risorse e magari cercandosi un bunker.

Al film di loro però non importa niente, del resto li ha destinati alla tragedia: c’è infatti un solo modo di salvarsi ed è arrivare in aereo in Groenlandia (in inglese Greenland, come il titolo del film, che sarebbe stato utile magari tradurre o a cui forse era il caso di aggiungere un sottotitolo). La famiglia, separata da un assalto all’aeroporto militare cerca quindi di ritrovarsi e di sopravvivere, ma pure di raggiungere altri aerei che li portino alla nazione che Trump si voleva comprare.

Programmazione

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